(R.B.) A mio parere gli italiani non sono consapevoli del pericolo che il mondo sta correndo e, come consuetudine, si fanno le ipotesi più disparate: il 94% è contrario all’invio delle truppe in supporto all’Ucraina; l’87% è contrario a finanziare l’acquisto di armi; il 64% pensa che l’Europa non stia lavorando nella giusta direzione; il 100% spera, invece, che siano le potenze straniere a togliere le castagne dal fuoco. Sul conflitto poi Israele/Hamas - questo è il giusto titolo - se ne pensano e se ne dicono tante stravolgendo gli accadimenti giornalieri. Dulce bellum inexpertis, scriveva Erasmo da Rotterdam! Aver trattato su questo web journa, qualche giorno fa, questi argomenti ha provocato tra i nostri lettori reazioni positive o negative a seconda del proprio punto di vista. Da Francesco Marchetti, riceviamo e pubblichiamo:
Se c’è un dato di fatto è la difficoltà, leggendo La Stampa italiana, di farsi una idea chiara degli avvenimenti nazionali e internazionali. A mio giudizio le fonti di informazione non fanno informazione ma tendono ad argomentare loro opinione sui fatti. E spesso le stesse opinioni sono monocorde. Il famoso slogan “le opinioni separate dai fatti” nella stampa italiana è una utopia. In questa ottica, per poterci formare una opinione libera e personale sulla guerra Israele-Hamas, poiché la posizione araba mi sembra essere sufficientemente presente in rete ho ritenuto utile riportare anche il discorso dell’Ambasciatrice d’Israele all’ONU, Miriam Novak, alla sessione d’emergenza dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, convocata su richiesta dell’Unione Europea e della nuova alleanza araba (Tradotto in italiano da Nino Orlandi).
Signore e Signori,
come sapete, abbiamo vissuto in mezzo a voi per duemila anni.
Vi abbiamo portato le nostre conoscenze, le nostre scoperte, le nostre invenzioni.
Ottant’anni fa, l’Europa – guidata dalla Germania – ha compiuto una pulizia etnica: quasi tutti gli ebrei d’Europa furono sterminati. Francesi, belgi, olandesi, norvegesi, ungheresi, slovacchi, polacchi, lituani, ucraini – tutti hanno aiutato i fascisti.
Avete ucciso almeno sei milioni di ebrei, compresi neonati.
Ognuno di loro avrebbe potuto avere figli, nipoti, pronipoti. Moltiplicate dunque quel numero per quattro o cinque.
E oggi – mentre ancora una volta si rapinano, si picchiano e si uccidono ebrei nei vostri paesi, e i vostri tribunali rilasciano gli aggressori – venite a dirci che non abbiamo il diritto di difenderci?
Che non abbiamo il diritto di avvertire i nostri nemici che reagiremo con forza ancora maggiore a qualsiasi ulteriore tentativo di pulizia etnica?
Datemi il nome di un altro popolo la cui distruzione sia così attesa e desiderata dalla comunità internazionale, guidata dall’Iran. Perché?
Abbiamo vissuto in mezzo a voi, e vi abbiamo dato l’alfabeto, la Bibbia, Miriam, Gesù, gli apostoli, Spinoza, Disraeli, Colombo, Newton, Nostradamus, Heine, Mendelssohn, Einstein, Freud, Kafka, Chagall, Mahler, Menuhin, Bernstein, Spielberg, Zuckerberg, Page, Lloyd Webber e migliaia di altri.
Immaginate quanti altri geni sarebbero nati dai milioni di ebrei che avete ucciso, dai loro figli, nipoti e pronipoti. I geni che non sono mai nati, scomparsi per sempre nei forni crematori, nelle sinagoghe bruciate, nelle fosse comuni.
Credete davvero che con le vostre risoluzioni, boicottaggi e sanzioni ci riporterete nelle camere a gas?
No, Signore e Signori!
Abbiamo dovuto imparare a conoscervi per sopravvivere:
In Persia – senza tradimento.
In Spagna – senza crudeltà.
In Germania – senza cieca obbedienza.
In Francia – senza avidità.
In Polonia – senza arroganza.
In Russia – senza l’umiliazione inflitta dall’establishment. (risate in sala)
Sì, non siamo angeli. Anche tra noi ci sono stati truffatori, criminali, persino pedofili.
Ma non abbiamo mai avuto un Hitler, uno Stalin, un Mengele o un Eichmann ebreo.
Non abbiamo mai prodotto sapone con grasso umano, non abbiamo trasformato pelle umana in paralumi, non abbiamo mangiato carne umana, non abbiamo ucciso bambini nelle camere a gas.
Invece, abbiamo inventato l’irrigazione a goccia, la desalinizzazione dell’acqua di mare, la chiavetta USB, computer miniaturizzati basati sul DNA, esoscheletri, Google Glass per ciechi, radar a penetrazione muraria, meraviglie di intelligenza artificiale.
Rappresentiamo lo 0,2% della popolazione mondiale, ma abbiamo vinto il 32% dei Premi Nobel.
E no, non abbiamo mai usato sangue cristiano per fare le azzime. Questo fu dimostrato essere una menzogna nel processo Beilis del 1913.
Papa Benedetto XVI disse: “Un cristiano non può essere antisemita.”
Papa Francesco disse: “Senza l’ebraismo non c’è cristianesimo autentico.”
Nel 2020 il pastore John Hagee dichiarò: “Se un cristiano dice di odiare gli ebrei, la sua fede è falsa.” “Dio benedice chi benedice Israele e maledice chi la maledice.”
Allora vi chiedo, rappresentanti dell’Europa:
Chi siete? Cristiani, o no?
Quando pregate Gesù, pregate un ebreo.
Quando dite che vive nei vostri cuori, un ebreo vive nella vostra anima.
Anche se siete atei, i vostri avi erano cristiani.
L’ebraismo scorre nelle vostre vene, che lo vogliate o no.
Se dunque volete un boicottaggio internazionale di Israele perché ci odiate e volete distruggerci, cominciate da voi stessi.
Fate seppuku, (harakiri) sarebbe una pulizia etnica coerente.
E ora, come dicono in America, ho una notizia per voi: Ora tocca ai musulmani liberarsi dall’antisemitismo. Sarà difficile, ma con l’aiuto di Dio – come con le epidemie di peste, colera o coronavirus – accadrà.
Perché Dio ci ha riportati nella nostra terra, costringendovi a rinunciare ai vostri piani di sterminio? Perché ogni popolo ha una missione :
I francesi, l’arte culinaria.
Gli inglesi e i russi, la letteratura.
Gli italiani, l’arte e la musica.
I tedeschi, i soldati e i filosofi.
Gli ebrei, il genio, la cultura, l’umanesimo e il progresso. Questa è la nostra missione. Da duemila anni.
Se abbiamo bombe atomiche, armi cosmiche o altro, non sono affari vostri.
Ze’ev Jabotinsky disse: “Che ci amiate o no, non ci importa. Eravamo qui prima di voi. E saremo qui anche dopo di voi.




