PERCHÉ VOTARE NO AL REFERENDUM.

Intanto cominciamo col dire che i problemi della giustizia sono ben altri e non vengono assolutamente affrontati da questa legge di riforma costituzionale dell’Ordine giudiziario. Mi riferisco ai problemi strutturali che includono la carenza di organico per magistrati e personale amministrativo, l’eccessiva durata dei processi, la necessità di una buona digitalizzazione del settore. Con essi ancora il carico di lavoro eccessivo per pm e giudici, oltre alla necessità di ammodernare le infrastrutture. Cose queste che interessano direttamente i cittadini e le imprese che da tempo aspettano giustizia civile e penale. Passando al merito occorre, anche qui, ribadire che il cuore della riforma costituzionale sulla quale si andrà a votare il 22 marzo non è la divisione delle carriere tra giudici e pm, perché la separazione delle funzioni esiste già con la legge Cartabbia n. 71 del 2022 che ha reso quasi impossibile il passaggio dalla funzione di PM a quella di giudice e viceversa. Su dieci mila magistrati esistenti oggi in Italia, solo 40 magistrati circa all’anno passano da una carriera all’altra e lo possono fare solo una volta nella vita trasferendosi sempre in altra regione.

Il problema vero è un altro: questo governo di estrema destra vuole modificare strutturalmente il Consiglio Superiore, quale organo di autogoverno della Magistratura, per colpire l’autonomia dell’ordine giudiziario, e asservirlo al potere dell’esecutivo!

Per fare ciò intende creare due Consigli Superiori (divide et impera), uno per i magistrati giudicanti e un altro per i magistrati inquirenti (pm).
L’Ordine Giudiziario rappresenta, secondo la nostra costituzione, un potere autonomo, indipendente dagli altri due poteri, quello legislativo e quello esecutivo. Esso svolge il delicatissimo ruolo di rispettare e fare rispettare la legge dichiarando il diritto con equità e giustizia nei confronti di tutti. Proprio per svolgere questo delicatissimo servizio, il “potere”giudiziario deve avere un’ autonomia assoluta e indipendente nei confronti del Parlamento e del Governo. I giudici, dice la Costituzione, sono soggetti soltanto alla legge!
Ora, la creazione di due Consigli Superi, uno per i PM e l’altro per i Giudici, oltre a triplicare le risorse economiche da spendere, indebolisce la Magistratura rendendola permeable dalla politica, ne divide la cultura giuridica unitaria, avvicina i PM alla funzione repressiva e organizzativa tipica della Polizia di Stato e del Ministero degli Interni.
Non solo, ma prevedere il sorteggio con la scusa di voler superare il deprecabile  “correntismo” e il costituirsi di  gruppi di potere all’interno della magistratura, per scegliere i Magistrati candidati al Consiglio Superiore, produce un “vulnus” di metodo e di merito. Perché il sorteggio non è mai il metodo migliore per la scelta dei consiglieri.
È immaginabile un Consiglio Comunale eletto per sorteggio tra determinati cittadini?
O un Consiglio dell’ordine avvocati,  eletto con sorteggio?
Chi lo vorrebbe?
Senza dire, poi, che il sorteggio non solo è culturalmente riduttivo, oserei dire infantile, quanto non garantisce la qualità dei componenti scelti.
Quanto al merito non credo   proprio che, per gli errori di alcuni, debbano criminalizzarsi gli organismi associativi presenti nella Magistratura. C’è da dire infatti, che le correnti costituiscono per i magistrati il modo associativo per mettersi insieme e poter condurre   iniziative comuni più efficaci in ordine ai problemi della giustizia, alla loro incidenza nel Paese, alle ragioni professionali della categoria.
È facile comprendere invece, che il sorteggio dei membri togati è voluto dal governo per rendere più fragile, caotico, e improvvisato l’autogoverno dei magistrati. Nessuna assemblea elettiva al mondo si regge sul sorteggio!!!
I membri “laici”, non togati, dei nuovi organi saranno invece sorteggiati in una lista già predisposta dalla maggioranza di Governo, che quindi potrà condizionare le carriere, i trasferimenti dei Magistrati.
Infine, sull’Alta Corte disciplinare c’è da aggiungere che la funzione disciplinare, già presente tra i compiti del Consiglio superiore, con la riforma verrà affidata a questo nuovo organo. Essa serve alla politica e all’esecutivo per condizionare e intimorire l’azione giudiziaria dei Magistrati. 
Questo nuovo organismo verrà, infatti, composto da magistrati sorteggiati e da esperti non togati sempre sorteggiati ma tra 100 nomi scelti a maggioranza dal Parlamento e, quindi, dalla maggioranza al governo!
Mi pare del tutto evidente che i motivi veri di questa tentata ingiusta riforma  sono: condurre PM e magistrati giudicanti  sotto il controllo politico e creare le condizioni per l’abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale e nel prossimo futuro.

APPELLO DEGLI AVVOCATI LAMETINI PER IL NO.

Siamo un gruppo di avvocati del Foro di Lamezia Terme che voteranno NO a questa ingiusta riforma costituzionale che altera l’equilibrio tra i poteri dello Stato proponendo la falsa illusione di una giustizia più giusta. A questo appello ogni collega avvocato potrà aderire, per una responsabile partecipazione alla vita pubblica e un doveroso contributo di informazione e sensibilizzazione a beneficio dei cittadini.  Il referendum non è una sfida tra magistrati e avvocati. Questa riforma non separa le carriere dei magistrati, perché queste, come ben sappiamo, sono già separate, ma mira ad alterare lo Stato di diritto, l’equilibrio dei poteri ed intaccare l’autonomia della magistratura, attraverso la creazione di due Consigli superiori, la modifica della giustizia disciplinare per i magistrati e le nuove modalità di nomina dei componenti dei nuovi organi per estrazione a sorte. Questi aspetti costituiscono il cuore di questa riforma e si pongono in contrasto con i principi fondamentali dell’autonomia, indipendenza e imparzialità della Magistratura, previsti dalla nostra Carta costituzionale e posti a difesa dell’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. I due nuovi CSM e l’alta Corte, poi, saranno composti da politici scelti con un “sorteggio pilotato” (perché i componenti potranno essere sorteggiati solo da un elenco di persone preventivamente scelte dalla politica) e da magistrati estratti in modo del tutto casuale (non saremmo forse scandalizzati se i componenti del nostro Consiglio dell’Ordine fossero nominati per sorteggio tra gli avvocati iscritti?).  Questo metodo, oltre ad annullare il principio democratico della rappresentanza e a non contrastare le derive del “correntismo” (perché i nominati estratti cercheranno comunque sponda nelle correnti) renderà fortemente possibile l’ingerenza del potere esecutivo nell’attività autonoma e indipendente della magistratura. Il governo dell’organo finirà in concreto nelle mani della componente di matrice politica, più strutturata e coesa, seppur meno numerosa, come insegnano gli studiosi dei processi decisionali nelle organizzazioni complesse. Per queste ragioni, mentre invitiamo altri colleghi ad aderire all’appello, ribadiamo di essere contrari alla proposta di riforma della Costituzione e di votare convintamente NO!

Adriana Albace, Gianni Arena, Tiziana Bevacqua, Francesco Bevilacqua, Carlo Carere, Andrea Cartella, Lucia Cittadino, Tommaso Colloca, Francesco Cortellaro, Giovanni Costantino, Mario De Grazia, Fernanda Gigliotti, Giovanna Giudice, Angelo Grandinetti, Valentina Guglielmucci, Daniela Iannazzo, Rachele Iovane, Maria Isabella, Carmela Manfredi, Gennarino Masi, Luigi Muraca, Flaviana Murone, Antonio Pandolfo, Beniamino Pandolfo, Giuseppe Pandolfo, Nicolino Panedigrano, Vittoria Panzarella, Rosario Piccioni, Italo Reale, Caterina Restuccia, Antonello Sdanganelli, Antonio Tillieci,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *