LETTERA APERTA A MARINA BERLUSCONI La separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente rischia di alterare l’equilibrio costituzionale.
I TRUCCHI DEI MODERNI AZZECCAGARBUGLI Negli ultimi ottant’anni la nostra Repubblica ha conosciuto diseguaglianze ed ingiustizie non per colpa della Costituzione ma frutto di politiche che non l’hanno attuata. Essa non va scardinata. Va applicata. Si corre il serio rischio di passare dalla Repubblica parlamentare ad uno Stato neo - totalitario
SEPARAZIONE DELLE CARRIERE: COSA C’È DIETRO LA RIFORMA La nostra repubblica ha molte criticità sul piano sociale ed economico che non sono il frutto di principi costituzionali bensì il risultato della loro mancata attuazione e delle resistenze di poteri che oggi tornano a pesare sulle scelte politiche
ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE SI STA ARRIVANDO CON 40 ANNI DI RITARDO In tutto ciò non c’entra niente né la destra che ha approvato la riforma attuativa del principio né la sinistra che dopo aver condiviso per anni il principio ha virato di 180 gradi dovendo difendere una lobby che partecipa attivamente alla formazione del suo consenso elettorale. Ma non c’entra nemmeno il fatto che la riforma rappresenterebbe un attentato all’autonomia della magistratura ed il preludio alla sottoposizione della stessa al volere del governo.
IL REFERENDUM SULLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DEI MAGISTRATI La nostra Costituzione prevede che la magistratura sia un ordine indipendente dall’esecutivo a differenza di quanto accadeva sotto il fascismo. La proposta del governo prevede invece che la formazione e le carriere dei magistrati inquirenti e dei giudicanti siano separate fin dagli inizi. Prevede inoltre per i processi disciplinari degli stessi un’Alta Corte di disciplina composta da 15 membri di cui 6 laici e 9 togati
LA DEMOCRAZIA NON È UNO SPETTACOLO DA OSSERVARE MA UNA RESPONSABILITÀ DA ABITARE Abdicare a questo compito significherebbe rinunciare a difendere la polis in un momento particolarmente delicato